Coppia in crisi su un letto matrimoniale

Miti e realtà della temuta crisi del settimo anno

Diciamocelo, chi è in coppia da parecchi anni ha sempre un po’ di timore dell’avvicinarsi del fatidico settimo anno di fidanzamento o di matrimonio e, anche nella persona meno scaramantica del mondo, salta inevitabilmente alla mente lo “spauracchio” della temuta crisi. Ma quanto c’è di vero? La scienza ha provato a dare una risposta, tanto che sono diversi gli studi che negli anni si sono susseguiti per capire se sia davvero stimabile in termini di tempo la durata della felicità in una coppia o se, davvero, come si dice, dopo 84 mesi il rapporto sia destinato a subire un periodo di difficoltà. Vediamolo insieme.

La crisi del settimo anno

Cos’è

Innanzitutto, perché si dice che il settimo anno di matrimonio o di fidanzamento sia il peggiore? La credenza popolare in questo caso ci ha messo un po’ lo zampino, alimentando attraverso dicerie e immaginari collettivi che una coppia si debba inevitabilmente trovare dopo 7 anni a vivere un periodo di grandi difficoltà. Superabile o meno. Ad alimentare le dicerie ci si mette anche la simbologia, che vede nel numero 7 un significato quasi magico: 7 i giorni della settimana, così come le note musicali, i colori dell’arcobaleno, le meraviglie del mondo antico e moderno, i Re di Roma, i metalli simbolici i Chakra…le virtù e i vizi capitali!

Un numero avvolto da un’aurea di mistero insomma, che racchiude valenze simboliche importanti e che viene considerato il numero per eccellenza perché portatore di cambiamento ed evoluzione. Questa sembrerebbe essere la spiegazione più logica per la quale viene legato ad eventuali crisi nel rapporto di coppia. Ma una superstizione non sarebbe tale se non ci fosse la scienza a dimostrarne la veridicità e così accade anche per le Nozze di Rame (chiamati così i matrimoni che raggiungono le 7 primavere) o per le relazioni che giungono al loro settimo anno.

C’è da considerare anche il fatto che ci si sposa o si inizia una convivenza sempre più tardi, 35 anni per lui e 32 per lei secondo l’ultima analisi effettuata nel 2015 dall’Istat, e l’introduzione del divorzio breve ha di fatto reso più semplice l’iter attraverso il quale si decide di dirsi addio. Così come sono molti gli uomini e le donne che successivamente iniziano una nuova relazione.

Cosa dice la scienza in merito ai problemi di coppia dopo i fatidici 7 anni

Vorremmo per prima cosa tranquillizzarvi: anche le relazioni più solide attraversano nel corso del tempo momenti difficili. A volte anche molto prima o parecchio tempo dopo i fatidici sette anni. La passione si trasforma, si insinua la routine, arrivano i figli, si esaurisce la scoperta dell’altro, possono subentrare problemi di natura fisiologica come la disfunzione erettile o il calo del desiderio e si rimanda per parecchio tempo la decisione di rivolgersi al medico. Tradimenti, incomprensioni continue, circostanze economiche.

Sono tantissime le difficoltà che una coppia si trova a vivere nel corso del rapporto. C’è chi le supera e chi si lascia travolgere, chi rimane insieme e chi si dice addio. Ma la scienza ha provato a dare una spiegazione logica del perché si tenda a credere alla diceria che il settimo anno sia il giro di boa di una relazione.

Crisi di coppia o naturale evoluzione?

Helen Fisher, antropologa e biologa all’Università di Stato del New Jersey ha intrapreso un progetto che l’ha portata ad analizzare il numero di matrimoni e divorzi racchiusi in un database su scala mondiale. Effettivamente molte separazioni sono avvenute intorno al settimo anno di relazione ma la maggior parte dei rapporti si sono conclusi all’avvicinarsi del quarto anno.

La spiegazione secondo l’antropologa è di tipo evolutivo, più che da ricercare nell’inevitabile monotonia e noia che sembrano accusare molte coppie dopo anni di frequentazione, e per dimostrarlo ha preso in esame uccelli e mammiferi. Qui lo studio completo riportato da Scientific American.

Entrambi gli animali, sebbene in alcuni casi siano monogami e si leghino ad un compagno per il resto della vita, in moltissimi casi rimangono insieme per il tempo sufficiente per allevare i figli e renderli indipendenti. Dopodiché si separano. Helen Fisher afferma che anche gli esseri umani conservano inconsciamente questo schema riproduttivo e lo ripetono inconsapevolmente.

Sicuramente si tratta di un parere, seppure con una valenza statistica importante. Quello che ci sembra il caso di sottolineare, nel caso in cui il vostro rapporto stia entrando in crisi, è l’importanza di comunicare con il partner anziché lasciarsi coinvolgere da superstizioni o da analisi che, di certo, non possono tenere conto di tutta una serie di considerazioni soggettive.

Una crisi nel rapporto, se ben affrontata, permette ad entrambi i partner di acquisire una migliore consapevolezza di se stessi e dei bisogni della coppia e permette una crescita individuale e relazionale.